Dall'introduzione del libro: « [...] Per qualche tempo mi sono fatto risucchiare dall'illusione delle palanche, della biemmevù e dalle sacrosante dieci ore al giorno di lavoro. Ma qualcosa non funzionava. Sentivo che la vita e il tempo mi sfuggivano veloci senza avere la possibilità di bloccarli, come una saponetta scivolosa che ti scappa di mano. E l'unico a rimanere fregato ero sempre io. Ho fatto saltare tutto per aria. La bicicletta è stato il detonatore.»






